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TecnologiePrevenzione2 min di lettura · 22 luglio 2026

di Dr. Massimo Ferrara

Radiografie dentali: quanto ti esponi davvero

La domanda più frequente sulla TAC 3D e sulle lastre. Come si ragiona sulla dose, perché non si prescrivono per abitudine e quando invece servono davvero.

«Dottore, ma non sono troppe radiografie?» È una domanda giusta, e la risposta non è «stia tranquillo». È un ragionamento, e vale la pena farlo insieme.

Il principio che ci vincola

In radiologia medica valgono due principi: giustificazione e ottimizzazione. Il primo dice che un esame si fa solo se il beneficio clinico atteso supera il rischio. Il secondo dice che, se si fa, la dose deve essere la più bassa ragionevolmente ottenibile per rispondere alla domanda clinica.

Tradotto: una radiografia non si prescrive «di routine», per abitudine o per completare una cartella. Si prescrive quando cambia una decisione.

Perché la dose in odontoiatria è contenuta

Le radiografie dentali hanno alcune caratteristiche che le rendono tra gli esami a dose più bassa in radiologia: il campo è piccolo e circoscritto, i tessuti in esame sono superficiali, e i sensori digitali richiedono molta meno radiazione delle vecchie pellicole. Ognuno di noi riceve inoltre, ogni giorno, una dose naturale di fondo dall'ambiente: l'OMS ricorda che l'esposizione naturale è parte della vita quotidiana.

Questo non significa che la dose sia zero. Significa che va confrontata con un contesto, non temuta in astratto.

La TAC 3D non è una lastra «più grande»

La CBCT fornisce un volume tridimensionale: mostra osso, seni mascellari, decorso dei nervi, posizione dei denti inclusi. È insostituibile in implantologia e in alcuni casi ortodontici e chirurgici — ed è anche l'esame con dose più alta tra quelli che facciamo.

Per questo non è mai un esame di screening: si prescrive quando serve un'informazione tridimensionale che una radiografia bidimensionale non può dare.

Cosa facciamo per ridurre l'esposizione

  • Prescriviamo solo su indicazione clinica, mai per prassi.
  • Chiediamo sempre se hai esami recenti, e li usiamo invece di ripeterli.
  • Usiamo sensori digitali e impostiamo il campo più piccolo utile.
  • Adottiamo protezioni e accorgimenti dedicati soprattutto nei bambini.

Se sei in gravidanza

Diccelo subito, anche se è solo un sospetto. Gli esami differibili si rimandano; quelli indifferibili si eseguono con precauzioni specifiche. In ogni caso la decisione si prende insieme, informata.

Cosa puoi chiedere

Chiedi sempre perché serve quell'esame e cosa cambierà nella cura in base al risultato. Se la risposta è chiara, l'esame è giustificato. È il modo migliore per tutelarti.

Fonti

Domande frequenti

Quante radiografie posso fare in un anno?

Non esiste un numero fisso valido per tutti. Il criterio non è quantitativo ma clinico: ogni esame deve essere giustificato da una domanda a cui risponde. Chiedi sempre il perché.

La TAC 3D espone più di una normale radiografia?

Sì, la CBCT ha una dose superiore rispetto a una radiografia endorale o a una panoramica. Per questo si prescrive solo quando serve un'informazione tridimensionale che gli altri esami non danno.

Sono incinta: posso fare una radiografia?

Segnalacelo subito. Gli esami rinviabili si rimandano; se un esame è indifferibile si esegue con precauzioni specifiche, dopo averne parlato insieme.

Revisione clinica: Dr. Massimo Ferrara

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