La CBCT (Cone Beam Computed Tomography, la «TAC 3D» dentale) è una delle tecnologie che più hanno cambiato l'odontoiatria: una mappa tridimensionale di denti, ossa e strutture anatomiche con dosi molto inferiori alla TAC medica tradizionale. Ma proprio perché è potente, va usata con criterio.
Il principio: giustificazione
Le linee guida europee sulla radiologia dentale (progetto SEDENTEXCT della Commissione Europea) sono chiare: ogni esame radiologico deve essere giustificato — si prescrive solo quando l'informazione attesa cambia la diagnosi o il piano di cura — e ottimizzato, con il campo di ripresa e la dose più piccoli possibile. È esattamente il protocollo del nostro studio.
Quando la 3D fa la differenza
- Implantologia: misurare i volumi ossei e la distanza da nervi e seni mascellari al millimetro.
- Denti inclusi (canini, ottavi): posizione esatta e rapporti con le radici vicine.
- Casi ortodontico-chirurgici e valutazioni delle articolazioni temporo-mandibolari.
- Endodonzia complessa: anatomie canalari inusuali, riassorbimenti.
Quando NON serve
Per un controllo di routine, una carie da valutare o un semplice monitoraggio bastano gli esami 2D a bassissima dose (endorali, panoramica). Se un esame non cambia le decisioni cliniche, non si fa: è una regola di sicurezza, non di risparmio.
Nel nostro studio la CBCT è in sede: niente attese esterne, e il Dr. Massimo Ferrara valuta ogni prescrizione secondo i criteri di giustificazione europei.
Fonti
- Commissione Europea, Radiation Protection No 172 — Cone Beam CT for Dental and Maxillofacial Radiology (linee guida SEDENTEXCT) — criteri di giustificazione e ottimizzazione.
- OMS, Global Strategy and Action Plan on Oral Health 2023–2030 — accesso a diagnostica appropriata.