La parodontite è l'infiammazione che, dalla gengiva, arriva a colpire l'osso che sostiene i denti. È una delle malattie croniche più diffuse al mondo e, secondo l'OMS, le forme gravi interessano una quota rilevante della popolazione adulta. Il problema è che raramente fa male: per questo spesso viene notata tardi.
I segnali da non ignorare
Non aspettare il dolore. I campanelli d'allarme sono altri:
- gengive che sanguinano lavandosi i denti o spontaneamente;
- alito sgradevole persistente, che non passa con l'igiene;
- gengive che si ritirano e denti che sembrano «più lunghi»;
- sensazione che un dente si muova o che il morso sia cambiato;
- spazi che si aprono tra i denti che prima erano accostati.
Perché conta più di quanto sembri
La parodontite non riguarda solo la bocca. La letteratura internazionale documenta un legame a doppio senso con alcune condizioni sistemiche, in primo luogo il diabete: la malattia parodontale può rendere più difficile il controllo glicemico, e un diabete non controllato peggiora i tessuti parodontali. È una ragione in più per non rimandare.
Come si affronta
Il percorso parte sempre da una diagnosi ordinata: sondaggio parodontale per misurare la profondità dei solchi, radiografie per valutare l'osso, e una raccolta della storia clinica (fumo, familiarità, diabete, farmaci). Da lì si costruisce il piano.
Nella maggior parte dei casi la prima fase non è chirurgica: si rimuove il tartaro sotto gengiva con una terapia causale, si correggono le manovre di igiene domiciliare e si rivaluta dopo alcune settimane. Solo se restano tasche profonde si valuta un approccio chirurgico. Una parte decisiva, e spesso sottovalutata, è il mantenimento: controlli e sedute di igiene a intervalli personalizzati, perché la parodontite si controlla nel tempo.
Cosa dipende da te
Due fattori pesano molto e sono nelle tue mani: l'igiene interdentale quotidiana (spazzolino da solo non basta) e il fumo, che l'OMS indica tra i principali fattori di rischio e che maschera il sanguinamento ritardando la diagnosi.
Quando prenotare
Se noti sanguinamento che non passa dopo una-due settimane di igiene corretta, o uno solo degli altri segnali, è il momento di una valutazione parodontale. Prima si interviene, più tessuto si conserva: l'osso perso non torna.
Fonti
- OMS — scheda informativa Oral health — prevalenza delle malattie parodontali gravi e fattori di rischio.
- European Federation of Periodontology — area pazienti — segni clinici, percorso diagnostico e terapia parodontale.
- Ministero della Salute — Salute dentale — indicazioni nazionali su prevenzione e controlli periodici.